Autore: Knight94
Titolo:P.s. I love You
Da: Yugioh Next Generation( GX)
Tema scelto: Nebbia
Personaggi principali:
Judai Yuki,
Aster Phoenix,
Johan Anderson.
Genere:Fantastico, Romantico/ Sentimentale
Avvertimenti: Yaoi, One Shot. Rating: Verde/giallo.
Breve Descrizione: Questa storia è qualcosa di perfettamente inerente a Yugioh. I personaggi si ritrovano in un mondo Inverso, e sono costretti a combattere le Ombre, con l'aiuto di magici poteri e potenti creature.
Judai, dopo aver ritrovato una lettera che Johan gli aveva lasciato per dirgli che avrebbe affrontato il male per lui, decide di andare a salvarlo.
Ma Non sa che qualunque stragia inventi, nessuno riesce mai a stare solo, e che la paura è semplicemente un blocco imposto da un incredibile voglia di vivere, e che i pregiudizi sull'amore sono solo semplici critiche di un mondo troppo realistico.
La storia è di mia pura invenzione, e spero di essere rientrata correttamente nel massimo dei caratteri. Sono sicura che molti non apprezzeranno il mio platonicismo e i miei salti di surrealtà, ma desidero davvero con tutto il cuore, mostrare al mondo quello che credo davvero sia il mio mondo =3
Buona lettura, e grazie a tutti per questa magnifica opportunità ^^
P.s I Love YouPosai la lettera tramando. Mi ci vollero, tre o cinque secondi per assorbirne a pieno il significato, o come minimo a sentire il mio cuore cedere del tutto. La proverbiale calma prima della tempesta. Rimasi in silenzio, appoggiato al bordo del letto con un espressione del tutto indecifrabile stampata in faccia. Devo aver sentito di colpo, il corpo che non riusciva più a reggermi, e di colpo sono subito arrivate le lacrime. Trafitto da un mortale male invisibile, il mio cuore cominciò a sanguinare emozioni, e i miei singhiozzi in un attimo si fecero alti come le grida dei grifoni dorati e le arpie delle montagne del nord.
Si, esattamente, mi ci era voluta una manciata di secondi per capire che della mia esistenza stessa, della mia anima e tutto ciò che essa comprende, erano rimasti solo i frammenti. Lacrime, urla soffocate e auto lacerazioni sorsero rapidamente nel giro di pochissimo tempo, mentre la mia mente focalizzava che era partito. Nel buio della notte fonda il mio dolore si isolò completamente dalla vita sottostantemente terrena, e crebbe incontrollato dal mio potere di umano, fino a trasformarsi in qualcosa di addirittura divino. Johan era partito. Era andato a combattere, da solo, con la ferma convinzione di salvare tutti. Da solo, con le sue paure, i suoi demoni e le sue solite debolezze era andato verso una fine certa, verso l’oblio, rivelandosi colui che il mio cuore aveva sempre sperato che fosse. Io lo amavo, io lo sognavo, e tutti i santi giorni lo desideravo come fosse anch’esso di una divinità pari alla mia attuale sofferenza, e ora e solo ora vengo a sapere che per lui era lo stesso. Grazie a cosa? Ad una fottutissima lettera e alla sua probabile morte. Non è giusto. Ho sempre avuto la felicità a portata di mano, e ora l’ho persa a causa della mia inerzia. Se solo non avessi esitato ad andare io stesso a sfidare l’ombra, probabilmente lui sarebbe stato ancora qui. Con me, a colmare un vuoto che da troppo tempo si prendeva spazio nella mia mente.
Credo di aver pianto tutte le lacrime possibili. Tutte quelle che il mio corpo preservava per eventi futuri se ne andarono in una notte soltanto, mentre Brezza da fuori condivideva la mia pena. Sentendomi più solo che mai, scrutai il cielo pieno di stelle del mondo Inverso con gli occhi offuscati. Tremavo in modo spastico, e ogni fibra del mio corpo sentiva che non avrei retto al crollo, e che sicuramente sarei stato ingoiato a forza dal mio stesso terrore. Sarà stata la luna, sarà stato il brillare delle stelle vicine alla mia finestra di Rocca luce, o probabilmente un briciolo di quell’immenso amore che ancora provavo che dopo tante ore di supplizio, mi portò ad aggrapparmi ad una speranza. Una speranza, brillante come la scia di una cometa,che porco giuda, mi fece riprendere a crede per una via che avevo preso all’istante. Avrei combattuto. Per tutti noi. Per ritornare nel nostro mondo. Per salvare Johan. Perché vivere da cane, sapendo di aver ucciso l’unico fiore della mia felicità era una cosa assurdamente impensabile. Morte? Si, avrei sfidato perfino la morte. Pieno di questa consapevolezza, finalmente mi lasciai catturare dalle braccia di Morfeo, e caddi in un sonno profondo, mentre le ombre della mia camera si diradavano, diradavano per lasciare spazio alle luci dell’argento.
Se ricordo bene, era una mattinata fosca. C’era molta nebbia, e tutte le figure mi apparivano sfuocate e in possesso di maggiore aspetto spaventoso. C’era freddo, e una leggera brina ricopriva i fili d’erba che calpestavo, facendomi udire un continuo scri scroc sotto i piedi. Il cielo era totalmente bianco. O forse era nebbia, e il vero colore del cielo mi era nascosto, non so. So soltanto che quel paesaggio spettrale non faceva altro che raggelarmi le ossa e la volontà stessa, infiltrando in me ancora più paura di quanta già non ne avessi. Evitavo di pensare alle gambe tremanti e alla forza che leggermente mi abbandonava, procedendo con un passo lento, verso la collina che precedeva il castello delle ombre. Probabilmente a causa della telepatia tra Drago e Cavaliere, Brezza avvertì il mio sconforto. Ovviamente non ci voleva un genio a capire che me la stavo facendo addosso, ma la dragonessa al mio fianco eruttò una fiamma di disappunto sorpresa. “
Hai paura?” mi domandò con la sua voce roca e possente. “ Ma va…” Credo di non essere mai stato bravo a mentire, e quella ne era la prova. Lei mi si piazzò davanti, poco prima che salissi del tutto la collina, e lo sguardo mi si fermò per istanti infiniti sulle sue squame lucenti, come lo smeraldo più puro. I suoi occhi severi mi agganciarono con forza. “
Se non te la senti si torna indietro. Perché hai paura, Judai? Temi la morte? ...No, non è così. Hai paura di sfigurare di fronte alla causa del tuo amore, vero?” Peggio che il fuoco, peggio che la mia lama affilata, quelle parole ebbero su di me l’effetto della morte stessa. Sentendo il viso caldo e la famigliare ardenza delle lacrime, restai a fissarla muto, finché la sua fronte cornuta non si appoggiò alla mia. “ Piccolo mio, non temere. Ci sono io, e sono pronta a morire per te.” L’impotenza di fronte alla grandezza dell’anima della dragonessa mi spiazzò. “ Basta che mi prometti di non lasciarmi solo.” “ ehm….vediamo… è che…. Ma va va, certo che non ti lascio solo! Sono il tuo compagno o cosa? Insieme siamo finiti nel mondo inverso, e insieme ne usciremo!” Non potevo che regalarle un sorriso. Credo che una simile sensazione di forza non mi abbia mai attraversato, e credo che mai e poi mai riuscì a provare un simile amore per una creatura fantastica. “ Ma che carini!!!” una voce familiare si fece sentire dietro di me. “ Carini un corno! Ma ti pare che IO il grande Chazz Princeton, mi debba alzare all’alba! Ma adesso mi dite da quando in qua per andare a combattere la fine del mondo bisogna alzarsi con le galline! Voi non siete normali…” Chazz e Syrus spuntarono dalla nebbia come fantasmi seguiti da Spirit, la tigre dell’Anima, di Chazz e Ghiotto, la sottospecie di leone Bestiale di Syrus. Nonostante avevo fatto di tutto per evitare di svegliarli, di coinvolgerli e di chiedere il loro aiuto nella spedizione, pensando alla loro incolumità, non potei fare a meno di sentire un peso allo stomaco che spariva, nel vederli accanto a me. Prima però che potessi esprimere il mio inceppato disappunto, una terza presenza fece la sua apparizione sulla collina. “Chazz sei il solito scansafatiche. Anche se scoppiasse la guerra in casa tua, probabilmente non ti sveglieresti nemmeno.” Zane schioccò le dita, inondandomi come al solito con la sua forte acqua di colonia. E te pareva. Manco a farlo apposta, si erano tutti spostati per raggiungermi. “ Ragazzi!! Ma cosa ci fate qua?!... insomma è pericoloso, dovreste tornare indietro! Non voglio che state qui!” Già detto che non sono bravo a mentire? “ Che ingrato. IO, la divinità in persona mi alzo ad orari assurdi per venire e tu manco mi ringrazi? Bell’eroe dei miei stivali!” Disse Chazz incrociando le braccia al petto. “ Ti pare che ti lasciamo andare da solo a salvare Johan?” Syrus mi fissò sorridendo. “Non se ne parla nemmeno. Insieme siamo arrivati al mondo inverso, e insieme ne usciremo.” Che pazzi. Stesse parole di Brezza. “ Vuoi accaparrarti tutta la gloria di aver salvato il tuo amore, vero? “ Mi ammiccò Zane. Di colpo mi sentì sprofondare. “M-Ma… voi, co.. come..” “ è evidente come la mia superiorità!” Sbuffò Chazz, facendo scoppiare una risata collettiva. ( tranne a me ovviamente, che avrei voluto nascondermi come fanno i saggissimi struzzi, sottoterra). Avete presente quei momenti nella vita, dove ci si sente invincibili? Dove si crede che il proprio potere sia inarrivabile, e che niente e nessun o sarà mai in grado di spezzare quel legame implacabile che avete con la vita? Ecco, quello era uno dei miei momenti. D’improvviso, la vista sul castello oscuro mi apparve perfino banale. Banale, di fronte a quell’aura che sentivo crescere dentro di me, accompagnata da un assurdo sentimento incontrollabile e dominante, capace di uccidere e dare la vita, inspiegabile, che la gente è solita a chiamare amore.
“ Sei con me?” “ Fino alla morte.” Brezza si mise al mio fianco schiacciando l’erba. I miei ciuffi rossi svolazzavano sulla fronte, mossi da un soffio di vento gelido. “ Allora? Andiamo ad arrostire qualche ombrosa chiappa?” Dalle mani di Chazz cominciarono ad esaltarsi scintille luminose. D’improvviso il grosso portone del castello si aprì. Era una struttura monumentale, alta almeno … no boh, non lo so. Era altissima. Accanto crescevano alberi storti, e la vegetazione sembrava in scurirsi, mentre le ciclopiche porte il diamante si spalancavano. Prima udimmo un insieme di rantoli bestiali, e poi una sottospecie di ondata di terrore ci stravolse la mente, perforandola del tutto. Come una lancia, o un pugnale, il pensiero assassino di un orda di bestie infernali ci trapassò, sconvolgendomi tanto da farmi perdere l’equilibrio. Erano nere, si ergevano su quattro zampe e avevano un portamento oscillante. Filate di bava calavano dalle loro bocche costellate di denti aguzzi, e il loro fetore si espandeva per tutta la vallata. Non avevano gli occhi. “ … Ma che schifo.” Mormorò Zane indifferente. “ Qualcuno ha un urlo di battaglia?” “ Who let the dogs out! Wof wof!” “ …Fa lo stesso Judai.” Sospirò. Ovviamente, ero riuscito a fare il coglione pure nel momento più importante della mia vita. “ Chi arriva ultimo mi pulisce gli stivali!!” urlò Chazz partendo di corsa. Ricordo il vento. Si si, c’era un vento tagliente, che dall’alto del dorso di Brezza, mi schiacciava il viso. Dall’alto delle nuvole, noi due attraversavamo la vallata, in un tuffo furioso. Lei continuava a ruggire con la sua voce possente, ed io sguainai laRei’Zak, la spada dalla lama Zaffiro, contornato dalla scia della tempesta che potevo creare, quale elementare del vento. Ci lanciammo in picchiata sulla folla di bestie bavose, e una fiamma cremisi si sprigionò rapida dalle fauci della dragonessa, arrostendo i nemici. Era il mio momento. Sentì forte la terra sotto i piedi, quando con l’adrenalina nelle vene, discesi dalla mia cavalcatura per combattere corpo a corpo. Sarebbe stata la mia disfatta, o la gloria che le leggende narrano vivaci. Avvertivo, costantemente nel mezzo della battaglia, una solida presenza che mi guidava lungo le file, mentre risuonavano i rumori di ossa rotte e teste mozzate dalla mia lama. “ Arrostite!!” Urlò Chazz scatenando una serie di rapidi fulmini sulle bestie, evitando per un pelo di colpirmi. “ Chazz ma ti sei rincoglionito?? “ “ Ups, scusa!” Ma va dar via el….” “
Judai!” Un fremito di terrore della dragonessa mi fece accapponare la pelle, mentre sentivo l’odore fetido alle mie spalle. Cazzo. Era troppo vicino, non avrei potuto schivarlo, ne tantomeno creare tanto velocemente un turbine. Non sentì niente, se non il cuore il gola. Poi dei grossi artigli mi afferrarono come a rallentatore, e la terra mi mancò sotto ai piedi. “
Stai più attento!” mi sgridò Brezza sputando la carcassa di una bestia abbrustolita che teneva tra le fauci. “ Fiuu, ti devo la vita!” “
Me ne devi già cinque.” Mormorò mentre mi arrampicavo sul suo lungo collo. D’improvviso vidi Syrus, che formava spaccature nel terreno con il bastone dell’incantatore. La terra tremava, e franava sotto alle zampe dei mostri, mentre lui lanciava incantesimi rapidi, seguito da Ghiotto che strappava le mascelle di chi gli capitava a tiro, sventolando la criniera bruna. Non si erano accorti del piccolo gruppo di creature che li stava avvicinando dal lato destro. Un senso di vertigine mi raggiunse, e sentì la voce mancare. Non so con quale spirito di iniziativa mi lanciai dalle spalle della dragonessa per spiccare il volo in solitario verso di lui. “ Syrus!!” Riuscì finalmente a sputare dalla mia gola inceppata. Un risucchio del vento strappò il piccoletto verso l’alto. Con la lama rilucente, la mia velocità aumentò irragionevolmente travolgendo l’atmosfera con una ventata irreale. Il gruppo di orrori venne direttamente catapultato contro le rocce.mmm, Spesso mi dimentico che so volare. Spesso mi dimentico quanto sia magico, quanto sia incredibilmente fantastico che io sappia solcare i cieli da solo, accompagnato dalle nuvole e dal canto del mio stesso vento. Ancora oggi sono succube di quella magia irreale che sfiora i più alti desideri umani di raggiungere le stelle. Devo scrivere un libro, prima o poi.
“ Ma quanti ce ne sono??” Mugulò Chazz mentre l’ennesima legione di creature iniziava a farsi strada da portoni. “ Non so voi ragazzi, ma io mi son rotto le palle di stare qui. Sono veramente dei maleducati a non farci entrare.” Commentò Zane, mentre io gli svolazzavo sulla testa. “ Direi di entrare. “ “ Ma di peso anche.” Mi rispose lui, piazzandosi davanti a tutti. Proprio mentre con il suo canto mistico stava per lanciare lo tsunami dei mari ghiacciati, mi venne un idea. “ FERMO! Mi è venuto in mente un pianto IntelligentePerspicaceSofisticato!” Tutti si zittirono a fissarmi. “ Ehi, Terribili mostri con l’alitosi!!” Urlai attirando l’attenzione della legione del male. “ …Guardate la!!!! Una scimmia!!” A ritmo col mio indice puntato verso un punto imprecisato della nebbia, centinaia di testone nere si girarono di scatto. Sgattaiolammo come previsto, all’interno del castello, mentre a me scappava una risatina alla Nelson. “ Non oso commentare. Niente di quello che dirò è più presa in giro del fatto stesso.” Chazz scosse la testa sconcertato. Il castello, o meglio, l’interno, era di sempre varianti tonalità di colori. Salendo gli scalini di corsa sentivo la testa andare in confusione con quel misto di arcobaleni e tinture, e gli assurdi quadri di angeli e demoni con gli occhi vuoti mi davano i brividi. Sembrava un arem di arcobaleni incastonati tra loro, e il resto dal pavimento spariva dalla nostra vista mentre percorrevamo le lunghe scalinate di cristallo che non sembravano finire più. Verso gli ultimi gradini finalmente riuscì a scorgere una grossa porta in legno intagliato. Riportava figure di chimere, di lupi e di angeli grondanti di sangue, il tutto ornato con un filo dorato che incorniciava la maniglia di cristallo. Probabilmente era la fine. La fine della corsa, del salvataggio e dell’impresa. La fine della favola, la fine di tutto quello nella quale avevo sempre creduto, la fine della vita stessa e dei colorati sogni che tempestavano la mia mente. O probabilmente era solo un inizio. Instabile su questi crucci, la mia mente divagò estranea al mondo esterno, proprio mentre era giunto il momento di entrare. Pensavo alla vita, e alla morte. Pensavo al dolore, e pensavo che, se fossi morto, nessuno avrebbe mai più potuto estinguere la nebbia eterna di rocca luce. Ma soprattutto, pensavo, che nel caso fossi riuscito a vincere… Come mi sarei comportato con Johan? Sarei scappato? Avrei avuto il coraggio di guardare ancora una volta i suoi meravigliosi occhi smeraldo? Gli avrei sussurrato che in ogni piccola cava del mio cuore, la sua immagine, i suoi sorrisi e le sue parole regnavano di continuo? Che lo amavo? E che probabilmente sarei stato disposto ad affrontare mezzo mondo per salvarlo e per difendere ciò che credo sia l’unica cosa che mi rende invincibile? Invincibile. Ma certo. Io Sono invincibile. Dopotutto, chissenefrega, non mi sembra che i crucci futuri siano mai stai un mio problema. Non sono il tipo da inventare tattiche, ne da preoccuparsi per le eventualità. Succeda quel che succeda, io sono qui, e cazzo, non potrà andarmi così male. Aprì la porta e corsi dentro, all’improvviso, superando tutti. Dentro era buio. Sentì le gambe indugiare nell’oscurità, e gli occhi che confondevano ogni forma, abituati a quel gioco di luci che li aveva tanto spossati, mentre ogni ombra presente in quella stanza dalle dimensioni sconosciute mi abbracciava rinfrescandomi le tempie sporche di sangue. “ Bene arrivati.” Una voce sottile come una lama si evocò da un punto imprecisato. Ricordo di essermi piegato su me stesso mentre una luce forte inondava ogni centimetro della stanza e un rumore, un tonfo assordante risuonava tra ogni angolo. Quando le mie povere pupille riuscirono di nuovo a focalizzare, vidi di essere a mezzo centimetro da una parete di vetro. Una grande, grossa parete di vetro spesso e limpido come l’acqua che mi divideva dai miei compagni e dall’uscita. Brezza ruggì a spacca timpani ed eruttò livide fiamme contro la parete per infrangerla, ma la lastra ne restò indifferente. Attacco di panico. Sbattei forte i pungi contro il vetro preso da un forte senso di terrore, mentre tutti i miei amici facevano lo stesso. Li vidi spaventati, con espressioni afflitte dipinte sul muso, mentre osservavano di essere totalmente impotenti. Immagino che se fossi uscito con loro, sarei rimasto pure io nella trappola ghiacciata. Ovviamente non avevo il coraggio di girarmi. “Sembra che siamo rimasti in due, eh Judai..” Aster Phoenix comparì sul mio fianco come un fantasma. Veloce, veloce come un lampo mi si appoggiò al collo. “ Che cosa carina… Sei venuto a salvare il tuo amichetto?” mi si gelò l’intera riserva di sangue nelle vene. Aster prese la mia testa con forza e la girò verso il fondo della sala, incrostata da residui di diamante e zaffiro, alti almeno sette metri. “ Ma che cazz…” mi morirono le parole in gola, quando alla chiarezza della luce vidi Johan immobile dentro i cristalli. Tipo Scrat alla fine dell’era glaciale 1, solo senza ghianda e faccia da scemo. Era perfetto, proprio come me lo ricordavo. “ Brutto stronzo!” mi scostai da Aster con una manata. “ Che cosa gli hai fatto?!” Il ragazzo dai capelli color argento si mise a ridere, gettando indietro la testa. Amavo il suo modo di ridere.Quando era una persona buona, una persona delicata, con il suo enorme senso di giustizia, Aster mi ricordava un angelo. Mi ricordava le nuvole, e la leggerezza di una goccia d’acqua. Non ho mai capito come mai sia passato dalla parte delle ombre, e tantomeno lui ce l’ha mai spiegato. “ Io non ho fatto assolutamente niente a Johan, in nome dei vecchi tempi. Sapevo che sareste venuti, e ho preferito lasciarlo intatto, bloccato nella sua nuova casetta.” Un ghigno deformò la sua solita espressione candida.” Credi davvero di riuscire ad uscire vivo di qui? Di salvare tutti da solo? Ma non farmi ridere. Sanno tutti che un cavaliere senza il suo drago vale meno di zero. E tutti, ma tutti, vedranno in live la tua umiliante sconfitta, sei contento? Pure Johan, che benché sia li dentro, sente e vede benissimo.” Mi prese un fremito. Mi avrebbe visto perdere? Cazzo. “ Preparati cavaliere, perché voglio proprio mostrarti cosa si ottiene se si passa all’oscurità!” Aster iniziò a ridere da solo come un pazzo, mentre una densa nebbia nera appariva attorno al suo corpo. Vidi le sue mani, le sue gambe mutare nel misto atmosferico che lo circondava, e vidi una lunga scimitarra scura che compariva al suo fianco. Brezza ululò di dolore, quando inaspettatamente un onda d’urto mi sbalzò verso la parete. Mi aveva gia schiacciato, alla velocità di un lampo. Sentivo le ossa bloccarsi a vicenda, e le gambe che a malapena rispondevano. Non solo ero stanco per la lotta contro le bestie bavose, e perché quella mattina nella fretta non avevo mangiato i coco pops, ma dovevo pure combattere contro l’Emissario della fine. Fantastico, insomma. “ Aster, ma non potremmo parl..” SBAM! Una simpatica lama dura come l’adamantio mi si scontrò in pieno sulla mandibola. Sisi, ho visto le stelle. Scivolai lungo disteso per sul pavimento freddo, e la spada zaffiro mi scivolò lontano dalle mani unte di sangue sporco. Quando guardai bene Aster, credetti sul serio di essere finito sul set di Predator o alien. Aveva le mani palmate di un filamento nero, e delle alette rattrappite sulla schiena, costellata da ossa sporgenti, Per non parlare della a dir poco rivoltante coda da scorpione verde e rugosa che spuntava da dietro.” Visto che forza? Il potere delle ombre è immenso!! Ora posso trasformarmi da Manticora, senza il bisogno di fondermi con il mio mostro! Voi ve lo sognate un abilità così!!Ahahah!” Ah, perché avere una coda da scorpione che ti esce dal culo ti sembra una cosa forte?” Credo di non aver migliorato affatto la mia situazione. Ma proprio per niente, però non potevo non dirlo. Livido di rabbia, aster Phoenix e la sua nuova appendice mi saltarono addosso, facendo roteare la sciabola sulla testa. Mi spostai sospinto dal vento all’ultimo secondo, spiccando il volo verso il soffitto, cercando di prendere un poco di tempo per pensare. Invece, contro ogni logica, quelle alette di pollo bruciacchiate lo sollevarono da terra. Col cuore in gola e il cervello in sopruso iniziai ad evitare i suoi colpi di sciabola, che piano piano mi stavano strappando via tutti i vestiti. Con i piedi a penzoloni sul nulla scalciai a pelo la sua coda rivoltante, prima che mi si conficcasse chissà dove.Continuavo a domandarmi come faccesse se gli scappasse da andare in bagno, ma va bè. “ è troppo veloce.” Pensai “ Non ho il tempo di recuperare la Rei’Zak, e non sono abbastanza forte per rompere il vetro e liberare gli atri. C..Come posso fare? La sua aura è talmente alta che potrei palparla… Cazzo…” sentendo lunghe scariche di brividi volteggiai sul soffitto, col cervello paralizzato dalla paura. Non capivo più niente. Ogni debolezza stava prendendo il sopravvento su di me, e calcoli sbagliati mi affollavano il cervello. Il sapore metallico del sangue e l’acidità del pensiero mortale stavano avvelenando ogni mia aspettativa e segno di coraggio. Le mani tremavano, e il mio volo diventava irregolare, sotto i pesanti colpi del nemico. Sentivo la lama affilata lacerarmi la carne senza pietà, e il dolore diventare sempre più alto nascosto dai miei occhi chiusi e le mie espressioni dolenti. Il vento che soffiava, la pioggia che scendeva dai buchi del soffitto inondavano di desolazione ogni mia fibra, continuando a celarmi il chiarore del cielo con la nebbia. Avrei tanto voluto vederlo scintillare… Avrei tanto voluto vedere quell’azzurro, e quei raggi brillanti che mi scaldano sempre il viso… In quel paesaggio di morte mi sentivo lentamente cadere, sentivo la mia vita spegnersi colpo dopo colpo, mentre dall’elevazione che avevo preso, precipitavo. Precipitavo, nel nulla, verso il pavimento e la vita vera. Quella che ti uccide, quella che elimina la fantasia e i cieli scintillanti. È quella credo, che ha da sempre impedito all’uomo di spiccare il volo. E definitivamente stava per schiacciarmi verso le sue sconfitte reali. Si, decisamente deve essere colpa della terra stessa, quella che calpestiamo tutti i giorni, e che ci segna un confine specifico. Ci impedisce di credere, ci impedisce di sognare, perché ogni irrisolutezza, su essa, prima o poi sparisce o viene uccisa dalla razionalità di un pensiero datato da chi non conosciamo. “Forse è quindi vero che io non vincerò? Che io morirò qui?” Durante quella specie di caduta feci in modo di guardare Johan. Fermo, immobile come una leggendaria creatura impossibile e fantastica. E li mi venne un dubbio. Ma se ogni cosa fantastica del mondo viene uccisa dai carichi della realtà…. Come fa un’apparizione così elevata come la sua a continuare a brillare? È forse un dono del cielo? O sono solo io che riesco a vederlo così? Con…. Sbam. Manco mi aveva lasciato finire la frase. Il mondo scorreva così velocemente che aveva persino accelerato al mia caduta. Senza sentire più il corpo, rimasi inerme sul pavimento. Le ossa urlavano di dolore, e il sangue fuggiva a fiotti dalle mie ferite, per scorrere tra la pietra, mentre un angosciante sensazione di freddo mi avvolgeva. Gridai per diverse manciate di secondi, avvertendo muto ogni mio arto. Quel silenzio corporeo mi rimbombava nel cuore. Non riuscivo più a muovere un dito.Solo il calcio negli stichi che mi arrivò da Aster riuscì a farsi sentire, purtroppo. “ Ahahah, ti arrendi di gia, Cavaliere? Mi deludi, sai. E io che speravo di giocare un po di più… Indovina un po cosa ne farò di voi? Soffrirete tutti. Tutti tranne te, Judai. Tu sarai il mio schiavetto,personale. Mentre i tuoi compagni patiranno le pene dell’inferno, tu starai qui al mio fianco. Impotente, come sei adesso. Li sentirai piangere e urlare, ma non potrai mai fare niente. Ti va l’idea?” Sadico bastardo. Era perfettamente consapevole della sua cattiveria, e questo lo eccitava maggiormente. Le promesse mi ferirono più dei calci e della caduta. Sentivo rabbia, desolazione, dolore, tutto risalirmi nello stomaco e nel cuore stesso, che talmente pieno di emozioni, sembrava sul punto di scoppiare. Immobile piangevo e singhiozzavo frammenti di anima vogliosi di evadere da quel guscio colpevole che stava diventando il mio corpo, e l’odore della paura lentamente mi trascinava in uno stato comatoso di incoscienza. Vedevo i momenti forti attraversarmi, sbattermi in faccia a tutta velocità, solleticando la mia voglia di urlare più forte. “Insieme siamo arrivati al mondo inverso, e insieme ne usciremo” pesanti come il piombo, le parole fiduciose di Syrus si incastonavano con forza fra le mie orecchie. E Quella lettera… Quelle speranze…. Il suo sorriso, il suo amore e il suo tocco leggero sparivano piano piano nel buio, piano piano si disfacevano come fumo. Era così lontano, ma mai tanto vicino… Quella mano, stretta alla mia, in certe sere buie.. In certi momenti tristi,, Brillante come le stelle del cielo, un ultima sua immagine si frantumava. Perché? Perché devo morire adesso? Perché non posso guardare il cielo? Perché non posso alzarmi in piedi e abbracciare il corpo caldo di colui che amo e che da un senso alla mia stessa vita? È ingiusto. È ingiusto. È ingiusto che io, che non ho mai potuto assaggiare davvero l’amore, proprio ora debba andarmene da quella sicura sensazione di paradiso che avevo trovato. Separarmi da lui, decretava la mia decisiva morte cerebrale e sentimentale. Fissandolo negli occhi avvertì un movimento. Sebbene ghiacciato vidi le sue labbra sottili muoversi in un soffio. “
Ti amo” espirò fugacemente aprendomi in due l’essenza stessa dell’amore incontrollato. Quel “ Ti amo” scosse il mio cuore.Sogno o realtà, aprì gli occhi di nuovo. Non voglio morire. No, Cazzo, e non così. Ho troppo da perdere. Ti amo, ti amo anche io oltre ogni cosa, e darei ogni cosa per te. Non mi lasciare così, non permettere questo, ti prego non mi lasciare da solo in questo mondo nebbioso. Io voglio stare con te, non voglio più tornare indietro. Vivrò, per te, per tutti e due se necessario, ma tu sorridimi ancora una volta. Illuminami ancora una volta. Cascata di emozioni stesse uscì dal mio animo in una piccola e leggera lacrima cristallina. Innocente, sola… e invisibile, ma Quando quella goccia toccò il pavimento, ogni cosa cominciò a splendere attorno a me. La pioggia battente sembrò solo accarezzare il mio corpo, mentre qualcosa al di fuori della mia portata lo sollevava da terra, rilucendolo come una stella cometa. Scosso dal vento dorato, una strana sensazione di forza sconfinata mi gonfiò l’anima e una candida serie di piume si sprigionò dalla mia schiena, precedendo due bianche ali brillanti. Sentivo il cuore battere forte, e il corpo scosso dai brividi. Sentivo una voglia di vivere indomabile. Una spada argentata apparì d’incanto al mio fianco, e con mio grande stupore mi accorsi di essere vestito solo di semplici pannetti bianchi uniti da catenelle d’argento, che lasciavano intravedere un corpo pulito dal dolore del sangue. “ No!! Non è possibile!!” urlò Aster. L’energia di Brezza mi perforò. “
Piccolo mio, è il momento.Sono qui con te.” Disse una voce che proveniva dal più profondo del cuore. Giudato da una credenza impossibile, puntai la spada verso il nemico. “ è il momento che le ombre si facciano da parte.” Dissi agitando la lama fra le ali. È Quel momento incredibile. Quello che i ragazzini sognano guardando i film dei super eroi, quelli che nel cuore, un poco tutti speriamo davvero, nei momenti più bui. Era successo tutto così in fretta che faccio fatica a descrivere l’emozione che si può provare a scoprirsi angelo, e a puntare la spada brillante contro l’essenza della cattiveria. Voi, nel vostro piccolo, quando guardate le stelle nella notte nera, non vivete attimi simili col cuore gonfio? Effettivamente si, certe sensazioni sono difficili da spiegare. Mi ricordo solo del gigantesco fascio di luce che si sprigionò dalla lama, e poi di una grande sensazione di calore. C’era tutto bianco, troppo bianco, un elemento così forte che mi fece chiudere a forza gli occhi. Quando gli riaprì, Aster non c’era più. E nemmeno il vetro gigante che mi divideva dagli amici c’era più. Cazzo, mi prenderete per un rincoglionito, ma davvero, era tutto come prima. Ma c’era ancora la nebbia. E cosa più importante, Johan era ancora congelato. Ignorando le gambe doloranti, corsi inciampando nelle ali, verso di lui. Sentivo un fascio di lacrime accrescere, a ritmo con il mio cuore. Il sangue ribolliva, e man mano che mi avvicinavo a lui, perdevo i contatti con il resto del mondo. Quando toccai quella parete fredda avvertì un brivido. Misi la figura della mia mano sopra la sua e mi gettai contro il ghiaccio per piangere. Riversavo ogni colpa, ogni dolore accumulato, e ogni frustrazione nel vedere l’amore della mia vita ridotto così. All’improvviso, come molte cose in questa strana storia, anche il cristallo cominciò a vibrare e a scintillare. Un raggio così forte e così intenso che sembrava voler scoppiare. Con occhi confusi, vidi mille scheggie partire a destra e a manca e, in un esplosione di giochi di luce, l’immagine del ragazzo dai capelli verde acqua che mi aveva portato ad affrontare il limite della morte. Mi ricordo di un abbraccio convulso, pieno di lacrime e senza equilibrio. Non potevo credere di averlo davvero li, con me, come in tanti di quei sogni vividi che mi affollavano il sonno. Continuavo a toccarlo con ferocia, sentendomi sempre più ingordo di quel contatto con la sua pelle fredda e vittima di quegli occhi magnetici. L’espressione “ Sarei morto per te” mi faceva ridere. “ Ma, ma come….” “ Johan.” Lo interruppi preso da un adrenalina estranea.” Ti Amo.” Questa volta non mi si seccò la gola. Questa volta non persi i sensi. Questa volta non feci la solita figura da idiota che facevo di solito. Incredibilmente slanciato, gli feci capire non con le parole, ma con lo sguardo, che ero scampato all’oblio solo per la forza di quella semplicissima manciata di lettere. Una sfumatura rossa gli imporporì il viso, e Mi sembrò ancora più bello. Dopo un attimo di silenzio, un silenzio pieno di grida e di parole, lo vidi sorridere. Quel sorriso per la quale avevo ucciso, e per la quale avrei ucciso ancora e per sempre. “Anche io ti amo.” Se esiste davvero qualcosa di più magico e divinamente alto del Paradiso stesso, io di certo lo avevo superato. Per sempre. Sembra così strano, così piccolo come modo di dire. Non riesce assolutamente a precedere uno dei significati più importanti del universo intero.Contornati dalle piume leggere delle mie ali, ci staccammo da quel concetto astratto che era il mondo, come se stessimo volando fra le stelle. Incontrollabilmente il bisogno di essere più vicini sfuggì al controllo pudico della ragione, invitando le nostre labbra a cercarsi con una delicatezza prepotente che ancora adesso mi fa tremare. Un bacio fantastico, incredibile, che lasciò la prima impronta di una lunga serie che coronò la mia anima di argento, un bacio libero dalle aspettative, e dai crucci di un mondo imperfetto che riuscì ad elevarmi da ogni concetto mentale e fisico conosciuto. L’amore. Lontana concezione che impaurisce ed affascina limitate menti vogliose di conoscenza, e che lascia a bocca asciutta continui pronostici che puntualmente scardina.Non esiste giusto e sbagliato, e non esiste nemmeno la diversità quando si parla di emozioni. …Credo di averlo capito perdendomi nell’abisso dei suoi occhi, capito che, se proprio doveva essere considerata una diversità la nostra, certamente era la diversità più magica del mondo. Vicini, lontani, quell’unione perfetta è l’ultima cosa del lieto fine che ricordo, e che segna un temporaneo The end a questa fiaba, fiaba nemica della realtà scettica e libera dai pregiudizi che opprimono sempre gli spiriti magici delle anime stesse. Ricordo il calore del sole che di nuovo accarezzava il mio viso rivolto verso l’alto, rivolto verso un cielo tinto del tramonto rosato, lontano dall’idea del grigio della nebbia, che difronte a cotanta meravigliosa colorazione era fuggita. “ E ora?” “Ora a mangiare un panino che ho fame!” risposi ridacchiando. “Ma… E la Strega Nera? Se ci trovasse? Io non..." Johan mi guardò stringendomi forte il fianco e abbassando la testa. “ Vorrà dire che sconfiggeremo anche lei, insieme.” Dissi con tono dolce prendendogli le guance tra i palmi e dedicandomi di nuovo a quel piacere assoluto racchiuso nel bacio. E così fu, e così sarà. Darò vita alle leggende sognate da chi contiene ancora speranza, di chi crede nell’impossibile e di chi mai si arrenderà. Io e te, insieme, sconfiggeremo le ombre per sempre, ci volesse un giorno, ci volesse una vita.
Non smettere mai di credere. Le vedi le stelle,Judai? Riesci a scorgere dal vetro spesso della tua camera, gli astri brillanti, spazzati nel nero della notte?... Senti quel pizzico di magia, quando il loro bagliore argentato illumina i tuoi occhi? Mi raccomando, non dimenticarti mai di guardarle. Di guardarle anche per me.
Non essere triste, mi raccomando. Mi si spezzerebbe il cuore, se solo sapessi che a causa mia, il tuo viso perfetto venisse sciupato dalle lacrime.
Vorrei solo vederti sorridere ancora. Vorrei solo poter toccare, anche solo per sbaglio, la tua pelle calda e perdermi nell’ardore fatato dei tuoi occhi. Vorrei tanto poterti urlare, poterti sussurrare con il tocco leggero del sentimento che provo, che ti amo. Vorrei… Vorrei…
Vorrei non doverti dire addio. Desidero vivere, più di ogni altra cosa. Ma dopo averti donato il mio cuore in modo irrecuperabile, mi accorgo di non poter fare a meno che combattere per salvare la tua anima pura da quello che sono le ombre. E dopo forse, voleremo insieme oltre il Paradiso, nascosti per sempre tra le pieghe del cielo, lontani da questo mondo imperfetto.
Judai, tu mi hai insegnato a volare, sognare e Credere. E ora finalmente ci credo. Credo nella perfezione di questo amore spregiudicato dal mondo, e credo che anche se di me ti rimarrà solo un pezzo di carta, in ogni momento e in ogni istante che avrai bisogno e volgerai gli occhi alle stelle, io accorrerò a proteggerti dall’alto. Ed è per questo che ti difenderò ora, a costo della mia stessa vita, ora che ho trovato un motivo per lottare.
…… Sarai per sempre le mie ali?
Johan.
P.s I Love you | è Arrivato un nuovo Giorno Un nuovo mattino di speranza. Apri il tuo Cuore alla felicità. Nel luogo dove il cielo è Tutto blu. Con il Suono della radio.. E con il cuore aperto, Rivolgi il tuo Sguardo incontro al vento. Quindi Uno. Due. Tre.
Now, i can say, that I Love You :3 :.::.:
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My Luky x3 E Set By Ehm... Me.
Tutorialing <3 | E potevo mancare io? O mia cara Camilla <33 Sono io, il tuo DinoDino :3 Ricorda che ti voglio bene e che sei una cara amica per me. Non vedo l'ora di poter cantare la canzoncina insieme a te XD p.s. vorrei sentire di continuo il tuo "Wiiii" xD Baci :*
wii,arriva luke e ti sfatasha tutta la firma!!!mki no,volevo solo dirti che sei una persona fantastica...grazie,grazie,grazie,grazie,grazie,grazie e ancora GRAZIE INFINITIVAMENTE!!!!ti voglio tanto bene ,e ti ringrazio ancora,sei una delle persone più stupende che io conosca!!!!!!!!:3
WTF? Ancora non ti avevo scritto la dedica in firma! Che sbadato! Dovevo farlo prima quando eri presente nell'orda barbarica. Beh Cami...che dire...sei una ragazza pazzerella e speciale, pronta a consolarmi e a farmi divertire in qualsiasi momento, a tirarmi su il morale quando le ragazze sono ancora lontane. XD Però penso che questa volta ci siamo! Sto trovando una ragazza vicina e adatta a me! Ti farò sapere Cami bella <3 Un bacio dal Capo. :* |
 | Faccio uso improprio della tua firma +__+ Knight,ti voglio e ti vorrò sempre bene e voglio che tu sia felice ^_^ By Jan
[Topolino_mode_on] Fanculo non si entra nella firma degli altri!! [Topolino_mode_off] Apparte scherzi... grazie di esistere!!! By matquad P.S. Wiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii XDXD
Ehilà...visto che c'è lo fatta a venire nella firma!!!!!^^..Comunque vito che ti voglio bene ma molto molto!!!!Sono venuto qui solo per rovinarti la firma e dirti che ti voglio BENEEEEEEEEEE!!!!!!!!!>:3 By Jiro!!!!! |
 | Evvai ho invaso la tua firma *mette la bandiera del suostatocreatodalui* grazie a i miei poteri temporanei, cami sei una grande amica, ti voglio tanto bene, amo cazzeggiare con te alle 02:00 di notte guardando talent 1, grazie grazie di tutto, vabbè Ti voglio troppo bene cami e tranquilla porterò il segretto della IS nella mia tomba by Infiltrato Segreto Jim
Cami, sei una ragazza pazza e spumeggiante, il tuo carattere mi piace proprio, tienitelo stretto u_u Tif <3 [Sì, mi sono infiltrata pure io, ok? ;w;] Piesse: devo ancora sentire il tuo "WIIIIIIIII!". VeVgogna.
Dato che invadere le firme fa tanto successo, lo farò anche io :3 Chu Cami ti voglio beeeeeene *w* Spero di non fare casini con lo sfondo sennò mi killi .///. Ti.Vi.Bi. Chuuu <3 La (D)Ely :*** p.s. Videochiamamiiiiiiiiiiiiii xDDDD |

